Giugno 5, 2017

Gli Chef con la Coppola

SC&Fcon la coppola
SicilianChef&Friends
chefconlacoppola@gmail.com

 


Nell’acronimo è già racchiuso tutto il senso degli chef con la coppola!
Cresciuti in una terra straordinariamente ricca di stimoli gli SC&F ne sono un concentrato, l’uno
diverso dall’altro complementari, ma tutti espressione della sicilianità buona, fattiva, dinamica,
fantasiosa e …generosa!
La coppola come segno distintivo, come simbolo forte di territorialità, come tratto di Sicilia a cui
restituire onore e da indossare per “vestire” la propria terra di serietà e correttezza professionale,
senso di rispetto per il lavoro e voglia di raccontarla al mondo e nel mondo.
Dispersi nel mondo, improvvisamente si ritrovano insieme, perché la professionalità di ognuno, si
fonde con un’amicizia profonda e indiscutibile, che ne governa ogni atto e ogni scelta, valori senza
i quali nulla sarebbe possibile e nulla sarebbe stato.
Il divertimento e la gioia che esprimono nel lavorare insieme, sono esattamente le sensazioni che
provocano a chi ha la fortuna di assaggiare le loro creazioni.

CHI SONO

“Mamma da grande farò lo chef”
Chef Giuseppe Raciti (Zash country boutique hotel_Riposto)
Avevo 9 anni e questo dicevo insistentemente a mia mamma.
A 16 anni ero già in Svizzera per il bisogno di formarmi professionalmente, imparare, copiare,
capire, conoscere un mondo diverso dal mio per fare della mia passione un lavoro, il più bello.
Ho già grandi storie da raccontare grazie al Maestro Ezio Santin, al mio grande Maestro (di vita)
Massimo Mantarro a Taormina e poi nuovamente la Svizzera …
Ma arriva il momento di portare alla mia terra tutto ciò che ho “rubato” nel mio peregrinare, e
questo momento si chiama Zash country boutique hotel.
Posso giocare di nuovo con le padelle, come da bimbo. Sentirne il rumore, il crepitio della frittura,
i profumi, i colori.
Anche quelli delle mie emozioni. Perché?
Il mio sogno si è avverato!
“Miglior che emergente 2015”: secondo del Sud Italia
“Bocuse d’or 2016”: selezionato nella rosa dei 12 chef italiani a disputarsi la finale, vincitore del
Premio Europa, Dice: “Io, come certamente i miei colleghi, qui ci portiamo l’amore e la passione.
Chi s’intende d’ingredienti, mi ha insegnato che, con questi due, i risultati arrivano!”

“Strano ma vero, di nome e di fatto!”
Chef Simone Strano (Palazzo Monte Martini_Roma)
“Strano ma vero” recita il logo sulle nostre coppole: sono io, in fondo esprime lo stupore e la gioia
che mi suscita fare questo … lo chiamo mestiere (?!).
Poco più che adolescente lascio la Sicilia, l’intraprendenza e la spregiudicatezza di quell’età fanno
affrontare il mondo di petto. Ma la valigia per la mia isola è sempre pronta.
Mi piace la condivisione e la “colleganza” perché si impara sempre e ovunque, fuori dal mio guscio
ho imparato ad accettare punti di vista diversi, a conoscere i miei limiti.
In ambito lavorativo, il modo di pormi rispetto ai colleghi è a misura di relazione. Fatta salva la
gerarchia, è fondamentale la sinergia. Noi 4 ci guardiamo negli occhi ed è fatta!
Qual è la materia prima che preferisco? Ogni prodotto della terra appena colto.
Il successo professionale per me è raggiungere la competenza nel proprio settore, si parte dalle
basi, dall’ignoranza, poi intraprendenza, coraggio, e ancora il sacrificio, lo studio, la passione!
Insomma, devo quasi tutto all’educazione ricevuta dai miei genitori!


“Catturato dal fascino orientale”
Chef Giovanni Grasso (La Plage Resort_Taormina)
In giro per tutta Italia, poi tra Svizzera e Costa Azzurra a cucinare per personaggi dello star system,
tra stellati e non, per me maestri di vita, la voglia di Sicilia era grande e insopprimibile.
Ci ritorno alla grande: l’occasione è La Plage a Taormina, 5 stelle, dove comincio da Sous Chef …
Ma la mia voglia di estero non si è esaurita. Questa volta però è “lungo raggio”…
Uno dei più grandi maestri di sushi del Giappone, lo Chef patron Hiroki Nakanoue, mi accoglie
presso il suo “Sushiyoshi”, (2 Stelle Michelin). Il maestro nipponico mi accompagna in questo
meraviglioso viaggio alla scoperta di una cultura ricca ed inimmaginabile per me prima di allora.
Non solo cucina quindi, non solo le tecniche più antiche per ottenere un ottimo sushi, ma ho la
grande fortuna di vedere il Giappone nel suo aspetto socio-culturale, assorbendo e vivendo
sensazioni rare, di profonda intensità, un’occasione unica per chi fa il mio lavoro.
Rientrato in Italia, La Plage Resort mi richiama con il ruolo di Executive Chef, dove insieme ai
colleghi di sempre inventiamo storie di Sicilia che strizza l’occhio ad Est…
E poi gli SC&F con la coppola. Ed è subito gioia!

 


“Mentre cucino è tutto spontaneo” _ Chef Peppe Torrisi (Talè_Piedimonte)
La sicilianità mi caratterizza, mi dicono sia evidente già dai tratti somatici, la pelle scura, il mio
cognome, ma io la riconosco soprattutto nelle sensazioni che certi profumi mi evocano, certi colori
o sapori che riconosco come tipici della mia terra. Anche da questo nasce la mia passione per la
cucina, perché un altro motivo non ce l’ho. E’ tutto quasi involontario, ma imprescindibile.
La scelta degli studi scontata, mi divertivo troppo e la voglia di “mettere le mani in pasta” superava
di gran lunga quella di applicarmi sui libri. Così comincio a spadellare.
Bellissime e diverse tra loro le mie esperienze lavorative, dalle Isole Eolie, passando dagli stellati
siciliani a quelli svizzeri, allontanandomi così, ma solo temporaneamente, dal sole siculo.
Cammino in salita, ma ricco di soddisfazioni. La sfida di gestire una brigata di cuochi per un 26enne
richiede tenacia, obbliga alla precisione, la “Regola” in cucina.
Oggi che sono tornato al mio mare come Executive chef del Resort Talè, mi diverto a
sperimentare, a scoprire nuove tendenze, ma mai a scapito della stagionalità dei prodotti e della
qualità certificata.
I miei piatti devono essere comprensibili e riconoscibili nei sapori.
Potrebbe essere la conclusione di tutti, perché questo è il fil rouge degli SC&F con la coppola

ABOUT THE AUTHOR: Simone Strano

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